martedì 22 settembre 2015

Cosa ne sa il tempo del tempo

Gli anni passarono leggeri sul nostro Demostene, e come a far dispetto gli anni cominciarono persino a correre sempre più veloci. Ma comunque sempre più leggeri.

E fu in quel giorno, quando si sedette su quella sedia del colore che preferite, nel posto che più vi piacerebbe fosse l'ambientazione, in un tempo regalato alla pazzia, li stava seduto il saggio Demostene. Gli anni avevano cominciato a correre davvero troppo, al ritmo di 4 o 5 ogni settimana, il che continuava a rendere i documenti del filosofo continuamente scaduti. E questa era diventata una scocciatura. Non poteva guidare, non poteva fare alcun documento perché la carta d'identità era sempre scaduta. Niente conto in banca. Quindi si arrese e si sedette, su quella sedia li, la solita di prima. Era sera, questo lo sappiamo. L'ora precisa è quella che a voi ricorda un bacio ricevuto, proprio in quell'ora della sera, quindi sentite? un'atmosfera calda, che fa rilassare i muscoli, metteteci un soffio di gelsomino nell'aria, ecco. Così. Ora si, tutto il resto mettetelo voi: il fianco dolce, al sole, che scende, di una collina? Uno sterminato campo appena trebbiato? Il tetto del più alto palazzo della città dove solo voi avete accesso? Guardando fuori dal finestrino di un aereo? (Allora togliete la punta di gelsomino dall'aria però).

Non importa, non conta. Perché qualsiasi tempo, qualsiasi luogo, qualsiasi persona per qualsiasi ragione, non importano. 

Seduto lì, si girò, vi guardó, disse.
"Come posso io spiegarvi? Come posso? Dovrei fare sunto di decenni di riflessioni e modelli... Dovrei parlarvi del tempo, dello spazio, del perché e del perché no, dell'esistenza, della complessità e dei numeri e dei sistemi talmente elevati che anche solo il numero delle cifre del numero che è il numero delle cifre di un terzo numero beh ecco sarebbe ancora inconcepibilmente troppo grande per poterlo capire. Eppure esiste ed è determinato e non è un numero a caso. È li. Ma tutto è troppo grande e il sistema è complesso. Ma se vorrete, davvero, se vorrete ne parleremo assieme. Seguendo i miei percorsi e senza perdersi su questioni secondarie che eventualmente affronteremo alla fine. 
È un cammino senza curve, ed è tutto in salita: richiede grande capacità di astrazione, nessun vincolo troppo morale, destrezza nel mettere in dubbio i continui luoghi comuni, piccoli e grandi.
È un cammino di sacrificio ma anche di illuminazione. E dopo l'illuminazione sarà la vostra anima più intima a guidarvi, la vostra struttura più resistente, il vostro vero io. 

Orsù quindi, volete sapere?"

Colpo di vento delicato ma deciso, denso ciuffo di capelli, un'onda sale e pepe, onda su... Onda giù. Sguardo sereno e arrendevole. Occhi pieni di una consapevolezza intrisa di tristezza. 

Quindi, volete sapere?


Ten Bells