Il postino contro i nostri tre.
La raccomandata contro tre missive misteriose.
Il principio di indeterminazione ci dice che dentro quelle lettere potrebbe esserci di tutto, ma la loro esistenza sarà delineata, marcata, determinata e infine creata solo nel momento in cui il destinatario aprirà effettivamente la busta.
Il principio di indeterminazione sembra essere il lascia passare per qualsiasi tipo di libertà: non esiste finchè l'uomo non la determina.
Consegnato il malloppo il postino salutò frettolosamente i presenti e si dileguò.
Nel frattempo anche Demostene era tornato, ed era visibilmente scosso. Eustarco porse le lettere e al contempo chiese con il massimo tatto: "mio buon amico cosa è accaduto? chi era al telefono e cosa ti disse?"
Demostene si sedette e guardando prima uno poi l'altro dei convenuti disse: "pare che abbiano veramente trovato la fine del mondo. Al telefono era un mio carissimo amico che lavora a Ginevra, al CERN. Beh, è successo che durante un esperimento, durante le misurazioni, si siano accorti che la terra sia piatta e che sia il sole a ruotarci attorno. La cosa è quanto mai assurda, davvero. Non sono capace di darne una spiegazione decente e che mi dia nuovamente pace nell'animo".
I due che avevano ricevuto il postino erano parimenti sorpresi e la cosa non poteva certo essere presa alla leggera, anche se evidentemente nessuno in quel salotto aveva la più vaga idea di quale potesse essere questo micidiale esperimento e in che modo questo avesse portato a trarre delle conclusioni così impegnative.
Ma tra i due, non Eustarco ma il misterioso silenzioso e nuovo arrivato era quello meno sorpreso.
Egli perciò ruppe l'incertezza e disse: "miei cari amici, a dir il vero non sono così sorpreso quanto voi, e vorrei a questo punto cogliere l'occasione per chiarirvi la mia presenza qui, chi sono io e cosa sono venuto a riferirvi. I vostri discorsi e le vostre elucubrazioni sono assolutamente affascinanti e potrei stare ore a disquisire con voi; pur tuttavia tempus fugit e mi trovo nell'imbarazzante ambasciata di dover dire ciò che è mio dovere e, come rapida successione, congedarmi da voi in quanto già altrove mi aspettano e la giornata sta velocemente volgendo al termine. Ma lasciatemi dire un'ultima cosa, prima di espletare i miei doveri di legato: per quanto il nostro amor proprio ci porti a considerarci unici e all'apice dell'evoluzione di tutto l'universo, tuttavia capisco in modo profondo le obiezioni portate dal buon Demostene..." Poi con tono più informale e con voce leggermente più flebile appuntò: "... tra l'altro, caro Demostene, lei mi ricorda un pò Sherlock Holmes, e il suo caro Eustarco pare il fido Watson... che ci sia un canone nella costruzione di personaggi inventati? parrebbe di si, ma questo è un altro discorso".
Continuò. "Dicevo, si, è vero ciò che dice, lo capisco e lo approvo. Ma esistono forse 2 piani separati, distinti, lungo i quali l'uomo si muove, tra i quali si sviluppa l'esistenza. Il primo è il piano ontologico, cioè quello della mera e semplice esistenza delle cose, che è guidato dalla fisica e dalla chimica. L'altro aspetto è quello della psicologia, che governa i comportamenti umani. La verità non sta da una parte o dall'altra, e men che meno in medio stat virtus (non me ne voglia il buon Aristotele... col quale, perdonate il tedio che vi arreco dicendovelo, dovrò giocare tra l'altro a backgammon martedì sera e vi assicuro che è un avversario davvero notevole). La verità sta in entrambe le parti perchè entrambe sono colonne della stessa struttura. Anzi, dovendola mettere come un paragone, la colonna è unica ed è formata da cemento ed acciaio. Il cemento che resiste alla pressione è la fisica, mentre l'acciaio che ben si adatta alle torsioni e agli stimoli ambientali è la psicologia. Concludo: abbiamo dignità di definirci umani perchè siamo macchine affascinanti, profonde e stupefacenti, e talmente complesse che non possiamo essere misurate in alcun modo, ci muoviamo spinti da infiniti stimoli e rappresentiamo noi stessi degli stimoli per gli altri. Amiamo, odiamo, vogliamo, neghiamo, e tutto è affascinante e poliedrico. E il fatto che sia solo il risultato di una causa effetto non toglie dignità al tutto. Ma non nega nemmeno proprio la causa-effetto. Siamo stupende macchine che si muovono su una pista infinitamente lunga: questa è la mia considerazione per sintetizzare questi mille e contrastanti aspetti.
Detto questo, sono infine libero di dirvi ciò che mi ha spinto fino a qua: Cianni il marmista ha finito le statue per la chiesa e farà una festa stasera in piazza con il parroco, tutta la cittadinanza è invitata, ci saranno anche pizzette di pasta sfoglia.
Ve saluto e ve ringrazio, forza Roma abbasso 'a Lazio".
E detto questo si congedò. I nostri due si guardarono un pò storditi e un pò sorpresi. Demostene sentenziò: "ma tu guarda se questo deve tenere per la Roma".
"Embè?" rispose a tono Eustarco. La faccenda si stava facendo critica tra i due.
Durante il confronto dialettico e calcistico Demostene aprì una delle 3 buste misteriose, e dentro ci trovò la gamba di un tavolo. "Ma cosa non si inventano per farsi pubblicità questi mobilifici". "Non divaghiamo! Grande Giove!" rispose accorato e tutto rosso in faccia Eustarco.
La seconda busta conteneva una busta, dentro alla quale c'era una lettera scritta a mano al cui interno c'era una busta, al cui interno c'era la terza busta consegnata dal postino. E all'interno di questa busta c'era infine l'acerrimo rivale di Demostene, che più e più volte ebbe da ridire durante i discorsi tenuti all'agorà, che innumerevoli volte aveva sfidato il nostro a duelli verbali e logici e che mai gettava la spugna.
Il quale esordì: "Demostene, hai un bel divano te lo concedo, ma orsù dimmi: è anche comodo?"
Demostene non sapeva cosa dire, la giornata era stata davvero intensa. Deciso a prendere fiato, egli rispose così: "Non sei e non sarai mai ben accetto in casa mia fintanto che resterai delle tue posizioni, ma ti rispetto come oratore e sfidante. Vediamoci stasera all'inaugurazione delle nuove statue della chiesa scolpite da Cianni, pare siano davvero molto belle. Li potremo discutere pubblicamente così che la gente sappia chi ha ragione e chi torto".
"Così sia dunque" risposte l'altro, e se ne andò sbattendo la porta.
Era tempo di farsi un the e mettere su l'acqua per la pasta, mancavano poche ore all'inaugurazione.
Nessun commento:
Posta un commento